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La Galleria Comunale d'Arte – Sezione d'Arte Moderna, posta al primo piano di Villa Manzoni, offre al pubblico una selezione di opere che fanno parte del patrimonio storico-artistico del Si.M.U.L. L'allestimento delle varie sale, strutturato per ambiti tematici e periodi cronologici, mette in luce la carriera di importanti artisti che hanno operato nel territorio lecchese e che si sono distinti in ambito pittorico per le loro opere.

La sala Ipresenta una selezione di dipinti della scuola lombarda del XVII e XVIII secolo, raffiguranti temi di carattere religioso. Le opere, un tempo appartenenti ai legati Carlo Todeschini e Cornelio Fagioli, offrono un interessante scorcio sull’arte barocca, in cui il soggetto sacro diventa spesso pretesto per rappresentare l’emozioni dei soggetti rappresentati.

La sala II è incentrata sul tema della natura morta e alla pittura di genere, con opere risalenti al fine XVII -inizio XVIII secolo. In questa sala si potrà osservare il grande influsso dell’arte fiamminga sull’arte lombarda di questo periodo, a cui le opere di Cipper Francesco detto Todeschini, Gian Domenico Valentino e Felice Boselli fanno costante e continuo riferimento, nei temi e negli artifici pittorici adottati.

La sala III è dedicata al genere del "ritratto" del XIX secolo e presenta una serie di dipinti di rappresentanza della nascente borghesia lecchese, la cui nascita fu principalmente legata allo sviluppo dell'industria metallurgica e serica. In particolare si segnalano i ritratti della Famiglia Martelli Grillo di Pietro Antonio Luchini (1800-1883), della Famiglia Martelli di Giovanni Sottocornola (1855-1917) e il Ritratto di uomo di Giuseppe Molteni. Il focus sul ritratto ottocentesco prosegue nella sala IV (1798-1866), )con una serie di figure femminili, tra cui emerge il Ritratto di Lucia Stoppani di Giovanni Battista Todeschini (1857–1938).

Carlo Pizzi (1842-1909), il più importante paesaggista lecchese, è rappresentati nella sala Vda vedute e particolari del paesaggio lecchese, dipinte en plein air con tecnica verista. In alcune sue tele la natura incontaminata è la protagonista nella sua veste selvaggia e rigogliosa: la Pinacoteca, a tal proposito, conserva oli su tela come Il Monte Resegone (1868), Il Monte Medale (1870) e il Paesaggio con cascata (1880). Il paesaggio di scuola lombarda e degli allievi di Carlo Pizzi è rappresentato da oli su tela con vedute lacustri, fra i quali spicca l’opera di Massimo Taparelli d’Azeglio (1798-1866), genero di Alessandro Manzoni.

La sala V ospita anche un’opera eccezionale, attualmente in deposito presso la Pinacoteca su interesse di un importante collezionista privato lecchese. La tela di Giovanni Segantini intitolata Il Naviglio a Ponte San Marco offre un interessante scorcio sulla sua giovanile fase pittorica verista, caratterizzante il suo periodo di formazione a Milano.

La sala VI, dedicata a Orlando Sora (1903-1981), presenta innanzitutto tre vedute paesaggistiche dei rioni di Pescarenico e Olate. Il tema della famiglia si ritrova in dipinti importanti come La mia famiglia e il Ritratto della figlia. Grazie a una donazione la Galleria ha acquisito nel 2017 l'affresco Armonia d'un incanto (primi anni '50), oltre che due disegni preparatori (anni '60-'70) dati in deposito dalla Biblioteca Civica U. Pozzoli di Lecco. Tra questi si segnala lo studio per l'opera La Comunicazione (1964), realizzato per l'ufficio postale centrale della città. L'allestimento permette quindi un confronto stilistico e cronologico fra due fasi centrali nella carriera pittorica di Orlando Sora.

La sala VIIvengono presentate le opere legate alla mostra sul paesaggio lecchese che venne realizzata in occasione della IV Quinquennale (1937). I pittori vincitori Ugo Bernasconi, Cesare Breviglieri, Raffaele De Grada, Angelo Del Bon, Donato Frisia, Umberto Lilloni e Orlando Sora sono presenti con i dipinti premiati, permettendo così ai visitatori di rivivere una tra le mostre più storiche e ricordate nel territorio lecchese.

In questa sala è ospitata anche un’opera di rilievo di Augusto Colombo sul tema del lavoro operaio, intitolata La laminatura. L’opera intende omaggiare la città di Lecco, sede di importanti industrie metallurgiche. L'architetto razionalista Giuseppe Mazzoleni, attivo in ambito lecchese e lombardo anche come scultore di soggetti religiosi e mitologici, è rappresentato nella sala VII dall'opera Marsia e da relativi disegni preparatori, che mostrano i ripensamenti dell'artista sulla propria creazione.

 


Se vuoi consultare il catalogo informatizzato delle collezioni storico-artistiche dei Musei Civici di Lecco, accedi alla banca dati regionale SIRBeC al link: www.lombardiabeniculturali.it

 

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