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2a EDIZIONE • Lecco • 2006

Premio Letterario di Narrativa "Alessandro Manzoni " a Grazia Livi


Grazia Livi premiata dal Sindaco di Lecco Antonella Faggi e da Claudio Vaghi, Presidente FENACOM provinciale.
Grazia Livi intervistata dai giornalisti Matteo Collura (Crriere della Sera) e Andrea Bosco (TG3).

Sabato del 28 ottobre alle 20.30 al Teatro della Società di Lecco sono stati consegnati i premi della seconda edizione del Premio Letterario Internazionale di Narrativa Alessandro Manzoni promosso dall’Associazione Nazionale 50 & Più Fenacom con la collaborazione del Comune di Lecco - Musei Civici, del Centro Nazionale di Studi Manzoniani di Milano e dell'ALI Associazione Librai Italiani.

Il primo premio è stato assegnato a Grazia Livi per il romanzo "Lo sposo impaziente" (Garzanti), il secondo premio a "La sposa ebrea" di Luigi Guarnieri (Rizzoli) e il terzo premio a Helga Schneider con "Io, piccola ospite del Fuhrer" (Einaudi).

La Giuria ha così motivato le scelte:

Grazia Livi con Lo sposo impaziente, Garzanti
Lo sposo impaziente è un romanzo di rara finezza psicologica. La scrittura limpida e precisa di Grazia Livi, applicata qui a un caso della vita di Tolstoj, riesce a restituirci con naturalezza la singolarissima dimensione umana dello scrittore russo, osservato da angolature che nel corso della narrazione si fanno man mano più sorprendenti. Dopo La finestra illuminata e Le lettere del mio nome, Grazia Livi definisce e illumina la direzione di un percorso che ne fa una delle presenze più ricche e interessanti della nostra letteratura contemporanea.

Luigi Guarnieri con La sposa ebrea, Rizzoli
Il romanzo di Luigi Guarnieri si muove tra due poli deliberatamente antagonisti: la partecipe ricostruzione storica di un episodio misterioso e cruciale della vita di Rembrandt, da una parte, e, dall’altra, la sofferta vicenda intellettuale di un giovane scrittore dei nostri giorni, in perpetua fuga dalla propria maturità. A fonderli in un risultato di grande rilievo, confermando in Luigi Guarnieri uno degli autori più complessi della sua generazione, sono la modernità dell’impianto narrativo e la forte e continua tensione emotiva della scrittura.

Helga Schneider con Io, piccola ospite del Führer, Einaudi
Teso tutto nell’arco di una breve vicenda autobiografica, e altrettanto misurato nei tempi della narrazione, il libro di Helga Schneider ­- che da tempo ha ormai scelto l’italiano come lingua d’elezione – ci consegna un’immagine inedita della Germania nazista. I piccoli ospiti che si recano in visita al Führer, nel vortice cupo e labirintico del bunker che ne fu l’ultimo alloggio, ci restituiscono attraverso il loro lucidissimo sguardo e i loro spietati interrogativi una dimensione viva e tragicamente coinvolgente di una delle pagine più drammatiche della storia d’Europa.

Il 30 giugno, data di scadenza del termine per la consegna delle opere, i concorrenti erano in tutto 65, contro i 15 della passata edizione, segno che il Premio, che gode del patrocinio del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, della Regione Lombardia, della Provincia di Lecco, della Camera di Commercio di Lecco e dell’Unione Commercianti di Lecco, sta acquisendo via via sempre più rinomanza e autorevolezza: le opere in concorso sono pubblicate non solo da case editrici “giovani” e locali, ma soprattutto dalle principali e storiche case editrici italiane.

 

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